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Published by Rotfuchs

Vegan
Cuisine

Written by Roberta d Ancona - 15 mar, 2011 - 0 Comments

Pasta e fagioli, riso, timballi, zuppe, minestre: piatti della tradizione italiana dagli irresistibili profumi, ma rigorosamente Vegan sono diventati di moda nelle carte di moltissimi ristoranti d’Italia e nell’ambito della cucina di ogni giorno. Ma cosa vuol dire essere vegan?

Essere vegani è uno stile di vita, un modo di essere sensibili e rispettosi di tutti gli esseri viventi e dell’ambiente, che si esprime con il rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali. A tavola significa non consumare prodotti di origine animale – carne, salumi, pesce, ma anche uova, latte, formaggi, miele – sapendo che non solo gli alimenti derivanti dall’uccisione, ma anche tutti quelli presentati tradizionalmente come “incruenti” significano sofferenza e morte per gli animali, comportano gravi danni per la salute della Terra e riducono le risorse a disposizione per i Paesi più poveri.

I prodotti vegetali che la natura ci offre sono davvero tanti e sta alla nostra fantasia abbinarli per realizzare piatti prelibati e nutrienti.

Diventare vegani vuol dire scoprire e riscoprire tutto un mondo di cibi sani, gustosi e genuini e quello che spesso passa inosservato è che già molti dei piatti tradizionali della cucina mediterranea e non solo, sono vegani e che tantissimi altri possono facilmente diventarlo.

Si rimane stupiti nel constatare che cucinare e mangiare Vegan non è né un’esperienza  strana né necessariamente esotica… Ma è, invece, un normalissimo modo di nutrirsi in maniera sana, gustosa ed equilibrata anche in totale rispetto di ciò che la nostra cultura mediterranea ci insegna attraverso lo straordinario panorama di ricette regionali che la nostra penisola ci offre.

I sostenitori della cucina vegetariana prediligono ingredienti legati al ciclo delle stagioni, che permettono di variare la propria alimentazione a basso costo e limitano l’assunzione (oltre che l’impiego) di additivi alimentari. Preferiscono, inoltre, alcuni tipi di cottura come: Nischimè, in cui le verdure vengono cotte senza l’uso di olio, ma con pochissima acqua; Bollitura (in acqua calda e in acqua fredda); Tempura (gli alimenti vengono immessi, dapprima, in una pastella di acqua e farina e fritti in immersione in abbondante olio; tale cottura è ottima per seitan, tofu, alghe e fiori commestibili); a vapore, al forno, a pressione o alla griglia.

Per chi volesse esplorare i confini della cucina vegetariana i testi pubblicati sull’argomento sono davvero tantissimi. Sull’argomento anche gli chef hanno detto la loro, come  Pietro Leemann, personaggio unico nel mondo della grande cucina, autore del libro “Joia. I nuovi confini della cucina vegetariana” e primo vegetariano nell’universo europeo degli “stellati” Michelin: il prestigioso riconoscimento gli è stato assegnato nel 1996.

I piatti di Pietro Leemann sono una sorpresa per gli occhi come per il palato. Ogni dettaglio, persino il nome, è curato nei minimi particolari, come un abito di alta moda. Dalla sua cucina è bandita la carne, ma convivono tradizioni di Paesi diversi, come India, Cina, Giappone,  Svizzera, dai quali deriva l’originalità delle sue ricette e da cui gli appassionati possono trarre ispirazione per una cucina ricca di sapori nel pieno rispetto del vegetarismo.

Oltre che leggere, però, si può imparare a preparare ricette uniche e sofisticate, dai sapori insoliti e scoprire gli insospettabili accordi della cucina vegetariana e vegana, che unisce gusto ed ingredienti che escludono l’uso delle proteine di origine animale,  frequentando i corsi come quello dello Chef Simone Salvini, dell’AVI.  Sino alla fine del 2011, infatti, lo chef  presso l’hotel Hilton a Milano, in via Galvani 12, terrà dei corsi per apprendere i segreti del vegetarismo, partendo dalla sua storia, le informazioni nutrizionali e la descrizione delle differenze alimentari, per arrivare alla preparazione vera e propria dei piatti.

Si imparerà a preparare una maionese senza uova, insalate primaverili con fiori ed erbe selvatiche ma anche tofu e seitan, cercando di cogliere la filosofia sottostante basata sull’amore per la vita in ogni sua forma.

Salvini, unisce i principi della disciplina ayurvedica con la tecnica maturata fra Irlanda, India e Italia e durante il corso “Aspettando la Primavera”, accosterà fragole e pomodori, piselli e petali di rosa, e arrostirà il tofu, accompagnandolo con crema di zucchine e lime, solo per citare alcuni dei piatti proposti.

Il prossimo appuntamento è previsto per il 27 marzo (dalle 12.00 alle 18.00). Per info potete consultare il sito: www.vegetariani.it

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