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Published by Rotfuchs

Parigi Moda Uomo P/E 2013: giorno 5

Written by Claudia Carta - 01 lug, 2012 - 0 Comments

Termina oggi la settimana della moda maschile nella città dei lumi, con alcuni grandi big della fashion industry, e con un grande e attesissimo ritorno, quello di Pierre Cardin.

Ed è proprio lui a dare avvio all’ultima giornata di mode masculine iniziata stamani. Pierre Cardin è l’uomo che ha dato il via alle sfilate di moda maschile a Parigi nei lontani anni ’50, è il designer leggendario celebre per aver vestito i Beatles con giacche senza colletto, per aver creato uno stile d’avanguardia ispirato all’era spaziale, per il bubble dress e per aver portato l’alta moda nella Cina comunista.

Quella di stamani è stata di gran lunga la collezione maschile più completa della stagione, con un numero impressionante di uscite: 138 look retrò.

Molti capi hanno mantenuto un mood non contemporaneo -  maglioni grossi, abiti senza collo e giacche in neoprene di epoca futuristica. “L’estetica è semplicemente il mio mestiere”, ha detto lo stilista italo-francese ormai novantenne che, con un curriculum impeccabile, vanta oltre sessant’anni di attività nel campo della moda, oltre che importanti collaborazioni intraprese fin da giovane con Elsa Schiaparelli e Christian Dior. “Ho ancora tanta benzina per domani. Ero il più giovane stilista di Parigi quando ho iniziato, ed ora sono il più vecchio. E’ straordinario, sono ancora qui!”, continua Cardin, che non ha intenzione di abbandonare il suo lavoro.

Così Pierre Cardin ha scavato dentro e fuori gli anni ’60, portando in passerella spalle larghe, giacche senza maniche in feltro navy con chiusure moderne, tartan di lana e mute da sub in neoprene, con sfumature di visione futuristica. Alcune t-shirt a manica lunga vengono indossate con stravaganti bretelle nere o marroni, legate in vita e con dietro un pannello nero. Un modello appare con il torso nudo, pantaloni in vernice neri ed un’enorme busta triangolare avvolta su una spalla.

Bellissime giacche e camicie in neoprene nero, arancio acceso, viola e giallo, con dettagli in pvc nero richiamano lo stile cyber contemporaneo. Similmente spuntano fuori giacche in tinta unita nero, azzurro e giallo, con strani bastoncini di gomma sulle spalle a mo’ di borchie. Impermeabili, giacche tagliate sulla schiena, pantaloni in denim e pantaloni larghi con buchi, altri con cinture o risvolti colorati in gomma.

Non mancano però i classici smoking neri, giacche, elegantissime mantelle, cappotti slim, giacche con ampia scollatura a V molto chic, gilet e maglie smanicate di ogni sorta, alcune bucherellate, altre metallizzate, altre ancora con collo largo.

Sul finale escono una tuta in paillette nera, una in velluto marrone o verde lasciando troppo poco all’immaginazione; una tuta metallizzata con strambi mutandoni neri, una con maniche pipistrello, e una dozzina di modelle in abiti futuristici tubolari con cerchi hula-hoop in ogni dove, seguiti da Pierre Cardin e un caloroso applauso.

Un’ora dopo Lanvin detta legge stabilendo le linee per il futurismo del 21esimo secolo, un’espressione unica di modernità e di innovazione.

I due designer Alber Elbaz e Lucas Ossendrijver sembrano essere piuttosto rilassati. L’inizio molto grafico in bianco e nero  imposta il tono di quella che sarà la collezione, abbastanza diversa da quelle viste in passato in casa Lanvin.

Si tratta di contrasti di forme, tessuto e colore: la collezione è una continua successione di duro e morbido, chiaro e scuro, elegante e sportivo, che avviene attraverso un gioco di contrasti sottili e audaci, tra i completi classici in tessuto tradizionale e la modernità delle rifiniture high-tech, dei tessuti tecnici, brillanti e funzionali.

Abbiamo fatto dei pantaloni a vita alta, a vita bassa, giacche rotonde, ampie e altri dettagli più stretti”, ha detto Elbaz, “per creare questa tensione che è il fascino della moda, ma anche per offrire diverse silhouette agli uomini”. “Osservo gli uomini in strada e i nostri clienti. Cerchiamo di offrire qualcosa di più democratico e di soddisfare i loro bisogni”.

Su giacche e soprabiti i bottoni sono stati rimpiazzati da automatici invisibili, le canotte apparentemente semplici sono fatte di pregiata seta. Giacche e parka giocano con le trasparenze e sono ricoperte con applicazioni pitonate; camicie larghe con maniche corte sfoggiano dietro un collo a V, ed infine eleganti smoking, giacche, shorts e giubbotti in argento metallizzato danno alla collezione un tocco glam inaspettato. Il risultato è un guardaroba che vibra con una tensione interiore in cui gli opposti sono stati costretti a lavorare insieme e a creare magicamente qualcosa di forte, vestibile e straordinario.

Al Lycée Carnot è il turno di Paul Smith. La pedana è stata tappezzata di verde menta per concedere un po’ di armonia agli spazi, mentre su di essa sfilano i modelli con addosso gli abiti della prossima Primavera/Estate.

Il mood è rock. L’uomo è felice, sicuro di sé, ed è fiero di esserlo. Le silhouette sono sottili e le stampe sono dominanti per gli uomini di questa stagione: le rose sono frammentate in qualcosa di astratto, alcune sono più simili a schizzi di sangue; ci sono anche stampate centinaia di forbici bianche sovrapposte le une sulle altre su alcuni pantaloni neri, o bianche su una camicia nera a maniche lunghe. La palette di colori è audace, e va dal rosso al blu navy, dal giallo senape al color pesca e all’ardesia.

Micro giacche a doppio petto e pantaloni a pieghe tagliati alla caviglia, sono un must della prossima stagione. L’uomo Paul Smith è elegante e casual allo stesso tempo, è un dandy preciso ma contenuto, e riserva un futuro rock ma senza esuberanza.   

About Claudia Carta

Classe 1985, si occupa di scrittura fin da giovane età. Dopo la Laurea in Lingue e Culture Europee e Extraeuropee fonda How Cool Magazine! del quale è Editor in Chief.

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