Si ispirano ai film degli anni ’60 di Jean-Luc Godard, in particolare a “Fino all'ultimo respiro”, e ad un’estetica chic e retrò, Bella Saakova e Francis Ronez per la nuova collezione Primavera/Estate 2013 di Bill Tornade.
I lavori del regista francese erano tinti di grigi tenui e azzurri, contro i vecchi beige dell’epoca. Ma l’atmosfera vacanziera del marchio punta a mostrare attraverso le stampe di palme fresche sugli abiti leggeri – una giacca di ispirazione Mackintosh, un completo composto da un top senza maniche e camicie legate intorno alla vita, un pantalone a sigaretta leggermente corto e una giacca con risvolti e collo stretto– un’eleganza casuale e un non so che di modernismo.

E’ Jungle Fever per Humerto Leon e Carol Lim, che prendono spunto dalla boutique Jungle Jap aperta da Kenzo nella Parigi degli anni Settanta, da un viaggio in Tailandia e dalle giungle del Sudest Asiatico per la nuova collezione Primavera/Estate 2013. I modelli Kenzo indossano microscopici stampe camouflage giallo e nero su shorts e magliette; stampe leopardo su larghi pantaloni in seta e su una giacca vento color senape; una felpa ha stampata una tigre ruggente ricamata in oro. Cappellini safari, giubbini corti e pantaloni oversize. Più semplici i bermuda e gli abiti nei toni del kaki, pietra e blu-grigio, un mix moderno dalla sartoria rilassata e sportiva.
“Quando siamo andati in Tailandia, nei fine settimana abbiamo visto che tutti gli abitanti del villaggio si vestivano a festa”, ha raccontato Leon. “Ci piace giocare con quest’idea di sportwear che incontra pezzi su misura”.

Da Maison Martin Margiela si gioca sui temi luce e ombra, anche se, come di regola in casa Margiela, non è mai così semplice. Lo show, con il suo cast all-black, apre con combinazioni di bianchi semi-relax e puliti, ma in velluto a coste e altri tessuti pesanti, in una manipolazione di luci e contrasti. Subentrano brillanti outfit color argento metallizzato e interessanti giochi di stile, come risvolti trompe l’oeil su giacche e trench, stampe sbiadite di lupi, cani da slitta e bandiere, e la riappropriazione di vecchi distintivi e toppe da cucire che creano un effetto patchwork, un tuffo nel lontano passato che da origine a qualcosa di moderno da indossare nel presente, un classico di Maison Martin Margiela.

Al Palais Brogniart lo stilista tedesco Bernhard Willhelm si tuffa nel suo apocalittico universo tinto dei colori dell’arcobaleno.
Come zombie sonnecchianti, i pallidi modelli sono sparsi in uno spazio poco illuminato. Gli abiti si attorcigliano intorno alla vita, alcuni oscillano come stracci in tessuti ultra leggeri e in cui i colori esplodono e si mescolano con esuberanza. Zebre, fiori, etnici o militari: accostamenti audaci tra scarpe e giacche, pantaloncini e calzettoni, per un risultato psichedelico.

In un’atmosfera più sobria del solito, il direttore creativo di Acne Jonny Johansson porta in passerella sagome funzionali in una tavolozza di grigi, navy, beige e marroni. Nella collezione si fondono indumenti da lavoro, sartoria e activewear. Le silhouette sono quasi sempre lunghe e semplici: eleganti giacche scure in denim vengono indossati con shorts in denim e scarpe argento; morbidi trench primaverili blu notte con risvolto satin si abbinano perfettamente a lunghi pantaloni oversize. Giubbotti in jeans, canotte a doppio strato, shirts smanicate, giacche biker che ricordano le uniformi da baseball. L’uomo Acne ama anche le righe, orizzontali o verticali, eleganti su camicie e t-shirt, pantaloni lunghi o bermuda, canotte e giacche, nei colori nero/blu, grigio/blu, beige/marrone, bianco/blu, azzurro/beige e marrone/grigio. Il risultato è un look sempre giovane, moderno e raffinato, assolutamente perfetto per l’uomo della prossima estate.

Sotto le note di Love Song di Koudlam, Kris Van Assche mostra la nuova collezione P/E 2013 per Dior Homme. “Il blu è per l’estate come il nero lo è per l’inverno”, ha affermato lo stilista, che ha concentrato l’attenzione quasi completamente sul colore navy. Di qui le giacche e i bottoni che riprendono il blasone di Christian Dior e le sue lettere intrecciate, come lo stilista aveva pensato al suo tempo. La sartoria è più severa rispetto alle precedenti, ma è pur sempre giovane e vivace, ricorda di continuo la fissazione maschile: l’uniforme.
“E’ il mio primo show senza nero, il blu è il nuovo modo per fare il nero”, ha detto Van Assche.
Da impiegato d’ufficio ad ufficiale della marina, le uniformi sono caratterizzate da linee pulite, tagli precisi ed originali, nei colori prevalentemente navy, grigio, e qualche accenno di rosso e bianco.

Il giovane designer croato Damir Doma ha impressionato tutti con la sua ultima collezione intrisa di lusso, modernità e un pizzico di fascino goth. Apre lo show un modello con eleganti infradito nere, larghi bermuda neri in pelle leggera, una giacca grigio scuro con rivestimenti in pelle dalla quale spunta fuori una magnifica camicia rosso sangue.
Come nelle ultime collezioni, anche qui lo stilista non rinuncia al nero o ai colori scuri. Per Doma l’eleganza, il comfort e lo stile contemporaneo si esprimono in primis attraverso l’uso di tonalità scure come il rosso scuro, il blu notte, il nero, il marrone e il grigio, anche se lascia un piccolo spazio ad alcuni capi bianchi, beige e celeste chiaro, per poi ritornare al blu notte, al grigio scuro e nuovamente al bordeaux. Giacche e camicie maxi, gilet stretti in vita, foulard leggeri, pantaloni larghi con risvolto nella caviglia ed infine quattro raffinati stripes looks bordeaux/azzurro/beige adatti ai sovrani della notte.





