Continua la sfida nelle passerelle parigine.
Stamani lo stilista giapponese Junya Watanabe ha aperto le danze di con una collezione multiforme nei colori ma fin troppo omogenea nelle forme. D’ispirazione preppy, l’uomo Watanabe la prossima estate vestirà sempre più elegante, ma con un eccesso di smoking. L’atmosfera è tranquilla, giovane e formale. Tante giacche in tinta unita nere e grigie, abbinati a pantaloni lunghi o corti al ginocchio. Altre giacche rosa, turchese e a scacchi, indossate con bermuda o pantaloni leggeri tagliati sotto la caviglia. Le camicie floreali cucite con pannelli denim e le t-shirt stampate hanno interrotto l’ossessiva ripetitività della collezione.

Segue la regina oscura della moda, Ann Demeulemeester, che per una volta si abbandona all’uso del colore, ma in maniera controllata. Colori ricchi, sartoria leggera, lunghi soprabiti estivi, abiti simili a kimono di seta spuntano fuori dalle giacche degli smoking. Ci sono dei pantaloni simili ai pigiama, indossati con morbide ed eleganti giacche nere. Foulard di seta, trench, maglie smanicate e completi di un bellissimo e raffinato color prugna o blu notte che rimangono fedeli all’armonia dark del marchio. A quest’oscuro equilibrio di silhouette si contrappongono luminosi e pregiati completi color cammello, bronzo e arancio.
Deliziose stampe a strisce verticali si ripresentano nei pantaloni pigiama e nelle camicie, indossati con lunghe giacche di tonalità scura simili a sofisticate vestaglie da notte.

Juun J. si ispira agli anni ’40 e agli esperti di moda dell’epoca che indossavano costumi con sagome esagerate in strada e nei club. Le nuove proposte dello stilista coreano sono camicie strette e sagomate, ma anche extra-large, fluttuanti trench XXL, pantaloni larghi e bermuda, giacche con spalle a sbuffo e abiti su misura in chiave contemporanea. L’intera collezione alterna giovani capi in tinta unita bianchi e neri, gessati, beige e grigi. Soltanto alla fine spuntano piccoli frammenti arancioni su una borsa, su scarpe, sui risvolti di una giacca e di una t-shirt, fino a coprire quasi completamente un lungo soprabito a strisce.

Al Garage Turenne sfilano gli abiti di Kris Van Assche, dal mood morbido ma determinato, a tratti ispirato al mondo dello sport. Il designer belga accosta di continuo il bianco al beige, all’azzurro, al nero e al bordeaux, creando total look giovani e dinamici. La stratificazione è un must, con camicie a maniche corte indossate sopra a delle t-shirt a maniche lunghe. Accostando berretti, giacche a vento, parka e bermuda, Kris Van Assche ha presentato l’immagine dell’uomo della prossima estate: un uomo che ama le passeggiate, la città e i prati verdi, e che per questo ha bisogno di un abbigliamento comodo, sportivo, ma ugualmente sofisticato.

Marciano con lunghe giacche e completi military i modelli di Comme Des Garçons. I loro look eccentrici, rafforzati da sopracciglia folte e capelli arancioni, sono espressione di libertà e sinonimo di contemporaneità. Rei Kawakubo definisce il suo show con le parole “povero re”, per questo adorna gli uomini con strambe corone dorate in filo metallico e borchie, fasce e talvolta anche le scarpe presentano parti color oro.
La sartoria di alto livello proposta da Kawakubo è una sorta di rivoluzione regale: l’essenza dell’eleganza è data dalle giacche, lunghe e rigide o lunghe e fluttuanti, esse vengono indossate con nonchalance dall’uomo moderno, che non si scandalizza se sotto indossa un sontuoso pigiama a quadri o color bronzo.

Riccardo Tisci ha presentato un défilé grandioso con la sua collezione che ha tratto ispirazione dalla religione e dal mondo ecclesiastico. L’incenso si sparge lungo la passerella mentre la musica d’organo imposta le immagini di uno show che gioca con gli abiti sacerdotali. L’uomo Givenchy della prossima Primavera/Estate ostenta il suo lato profano, e indossa magliette senza maniche e giacche con stampe della Vergine Maria con una barra nera sugli occhi. Pantaloni skinny o al ginocchio; talari bianchi o neri lunghi al ginocchio. Tutte le attenzioni sono concentrate sulla parte superiore dei capi, con pannelli e risvolti che oscillano sulla parte anteriore o posteriore.
“Ritorno alle mie radici”, ha riferito lo stilista italiano, cattolico d’infanzia. “Si tratta di Comunione, ma è più una versione sessuale di essa”.
Ispirata al movimento Bauhaus, la sartoria è audace e lineare, dai tagli semplici ma con particolare devozione per le stampe. Lo stile della collezione, a tratti androgino, si caratterizza anche per l’utilizzo di tessuti audaci e femminili, come organza e duchessa di raso, nonostante Tisci li abbia trattati come tessuti per felpe e abbigliamento semi-sportivo. La religione si ripropone anche nei magnifici sandali da Gesù con catene dorate, indossati rigorosamente da tutti i modelli.
In fin dei conti la moda, come qualsiasi forma d’arte, deve stupire e far parlare di essa, nel bene e nel male, e Tisci sa come impressionare il suo pubblico e lasciarlo a bocca aperta.

Mentre il mondo si prepara per il debutto di Raf Simons nell’Alta Moda, Bill Gaytten inizia il suo periodo post-Dior con la collezione Primavera/Estate 2013 di John Galliano. Motivi caratterizzanti sono stati i fiori, le nuvole, le bombette bianche, una ramificazione dorata e una strana aragosta simile a quelle di ispirazione surrealista cucite da Elsa Schiaparelli su i suoi abiti negli anni ‘30.






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