Con un cenno alle Olimpiadi del 2012, Stella McCartney centra il cuore dell’Inghilterra, con una collezione Autunno/Inverno tutta sportiva, giovane, divertente e femminile. “Tutti devono respirare l’atmosfera dei giochi olimpici, no?”, racconta la stilista nei backstage. Così, ci ha pensato lei!
Un’eleganza da giorno con giacche e gonne in pendant, morbidi cappotti destrutturati, longuette, abiti lunghi e corti e camicie sagomate con motivi rococò nei colori bianco, nero e blu elettrico hanno un tono ricercato e insieme disinvolto. Una collezione totally british sul finale, con abiti corti in tweed, l’ideale per il campo da tennis, con inserti elastici bianchi e blu che contornano una silhouette femminile ed atletica. Anche le giacche, i pullover, le gonne a balze e i cappotti hanno uno stile sporty, nelle forme, nei colori e nei tessuti.

Clap, clap! Applausi per il designer Maxime Simoens che fa sognare la donna con i nuovi abiti della collezione Leonard Autunno/Inverno 2012-13.
Così giovane, così talentuoso e così chiacchierato! Niente di negativo, solo un fatto in parte clamoroso, che sembra stia per lasciare la casa di moda Leonard e, voci dicono, che stia per entrare in casa Dior, nonostante Simoens abbia ripetutamente negato di aver avuto qualsiasi tipo di contatto con Maison Dior, e sia lo stilista che Maison Leonard hanno rifiutato di commentare. Dicerie a parte, torniamo alla sfilata.
Si tratta nel complesso di una collezione iper femminile e raffinata, nei tessuti di cachemire, visone, jersey, pelle, pelliccia, chiffon, jersey di seta, paillettes e ricami, e nei colori nero, oro, argento, bordeaux, bianco e carta da zucchero.
In passerella spalle a pagoda altamente scolpite; un colletto Mao da maggiore struttura a una giacca in tessuto Osaka, tipico della maison. Numerosi dettagli di stampe giapponesi decorano gli abiti corti. Uno è coperto da un velo di organza grigio trompe l’oeil, un altro presenta rivestimenti in pelle. I tessuti scelti danno l’impressione di avere davanti giganti affreschi. Le maglie sono stampate con fiori in stile giapponese e uccelli che ricordano le venature del marmo. Grondante di perle, un bolero in pelliccia di volpe color argento accentua i contorni dei fiori che percorrono tutta la lunghezza della camicia con colletto Mao e della gonna. Immagini asiatiche appaiono dovunque, come nella cintura in un abito geisha o il drappeggio in un manto imperiale. Il culmine dell’eleganza è dato da un abito a sirena, costellato di alberi scintillanti che poco a poco sprofondano nella notte.

Per Giambattista Valli l’autunno e l’inverno prossimi saranno estremamente classici ed eleganti, con tanti vestiti, gonne e un insieme di motivi ricorrenti, come il colore rosso fuoco e le stampe floreali. “Ho voluto giocare sugli estremi dei tessuti, la lana cotta flirta con la mousseline in una sorta di trompe l’oeil”, afferma lo stilista. Uno spettacolo entusiasmante, con un numero variegato e sofisticato di abiti da giorno. Lo stilista ha giocato con maglie, usandole come base per stampe bianco e nere. Gli abiti sono sorprendentemente freschi, e comprendono una maglia/abito in cotone senza maniche, con corpetto in tweed nero scintillante; pantaloni larghi sopra la caviglia, una gonna in chiffon semi trasparente di colore nero e una bianca e magnifici abiti e completi giacca/gonna con motivi geometrici.

Una collezione diversa da quelle viste sino ad ora nelle passerelle di Parigi, pensata per giovani donne misurate, che non vogliono apparire troppo dure o raffinate quando non serve: è la collezione presentata da Clare Waight Keller per Chloé all’Espace Ephémère Tuileries.
C’è più aria di primavera che d’autunno! Azzurri, rosa pastello, grigi, cammello, avorio e rossi sono i colori dominanti della collezione. Cappotti oversize trapuntati lunghi e corti, trench e mantelle sono stati arricchiti da pizzi e particolari sportivi. Pantaloni da jogging e patchwork in lana danno ai capi una vestibilità sportiva e giocosa. Anche i parka in stile military british sono costruiti in morbida seta trapuntata. Ma c’erano anche freschi e lunghi abiti in mela rossa e verde scuro, dalle forme pulite e senza fronzoli superflui, che hanno concesso per un istante un momento di classica femminilità anche per la donna Chloé.

Attesissima la collezione di Yves Saint Laurent, l’ultima per il direttore creativo Stefano Pilati, che dal 2004 ha le redini del marchio. “Mi è stato chiesto di risanare le sorti di una maison e l’ho fatto con perdite da capogiro riguadagnate ampiamente in sette anni con quattro amministratori delegati diversi, una crisi economica e investimenti che si riducevano stagione dopo stagione”, queste le dichiarazioni del grande stilista italiano, che cederà il posto (secondo le fonti) a un altro grande della moda, Hedi Slimane. Per Pilati si prospettano però due nuove strade: un brand proprio o la sostituzione definitiva di Galliano chez Dior?
Troppe notizie una dietro l’altra, troppe voci fomentano le dicerie. Lasciamo da parte per un momento le entrate e le uscite di casa Jil Sander, Leonard, Dior, John Galliano e Yves Saint Laurent e passiamo alla sostanza e all’ultimo ed indimenticabile spettacolo mostratoci ieri sera nella cittadina francese.
Non una lacrima versata da Pilati per l’ultima collezione, anzi! Si dimostra fiero, vittorioso e soddisfatto, perché per un grande maestro se si chiude una porta, davanti a lui si aprirà un portone.
“Avevo voglia di sperimentare un materiale insolito come il metallo, ma volevo anche ripresentare la legittimità della pelle come elemento che appartiene alla storia di YSL”, afferma Pilati.
Così in passerella vediamo una serie di magnifici abiti raffinati total black: un’elegante giacca con cappuccio lunga al ginocchio, con risvolti in pelle e stretta in vita da una semplice cintura nera in pelle inaugura lo show. Seguono pantaloni in tessuto o pelle, giacche corte e lunghe con risvolti in pelle, tutte indossate con eleganti guanti neri. Una maglietta in pelle bordeaux e una verde scuro interrompono per pochi secondi la tempesta di neri che ha colpito YSL.
Spuntano fuori le uniche stampe della collezione, magnifici gigli di grandi e piccole dimensioni, impressi in tonalità beige su un magnifico completo bianco, in viola su un abito senza maniche e su un trench neri, in nero su una t-shirt verde scuro, in bianco su un completo pantalone/giacca e su una gonna neri e in risalto su una maglietta in pelle nera. Adorabili la gonna silver, il top e gli abiti al ginocchio verde e color carne realizzati in cotta di maglia, che aderiscono al corpo come una seconda pelle, regalando nuovi look romantici e dark/chic.
Che dire poi dell’ultimo pezzo, una splendido smoking anni ’70, un tributo di Pilati alla grande Yves Saint Laurent.
Una standing ovation meritata!





