Giunta quasi al termine, la settimana della moda maschile a Milano è arrivata al punto di far capire quali saranno i trend della prossima Primavera/Estate. Ripercorriamo insieme il penultimo giorno:
Emporio Armani apre la terza giornata di Milano Moda Uomo, seguito da Icerberg, Richmond, Gucci, Etro al palazzo di Ghiaccio, Z Zegna, Canali, Umit Benan, Moschino, Missoni alla Fabbrica del Vapore e infine Fendi che sfila al trentunesimo piano del Pirellone.
La sfilata di Emporio Armani è stata un omaggio alle Olimpiadi con il video degli atleti e il logo olimpico dell’Italia che ha strappato gli applausi: gli atleti italiani vestiranno le divise EA7. “L’investimento che ho fatto sulle Olimpiadi è importante, ma giusto. E sul piano del cuore – racconta Armani – è un sostegno che voglio dare al nostro Paese“. Inutile insistere sul grande investimento che il grande stilista definisce soltanto “regolare”. In passerella quell’indimenticabile blu, colora pantaloncini super sexy e giacche destrutturate. L’uomo di Emporio Armani non pensa più solo ai muscoli, ma adesso anche al guardaroba.

“Il nuovo uomo Gucci riscopre una sua dimensione Mediterranean chic”, spiega Frida Giannini, “tra il fascino di linee asciutte e un color block estivo che ci appartiene. Per disegnare la collezione sono partita infatti dal desiderio sfrontato di colore per dare subito l’idea di estate”. Così in scena va un acuto cromatico, energico, fresco, solare. Una collezione esaltata dal ritmo di un new tailoring affilato. In una palette heritage Gucci racconta un uomo che a colazione mangia pane ed eleganza.

Da Paolo Gerani per Iceberg, pare manchi solo il sassofono per completare il look da musicista jazz dell’uomo Iceberg. Quello visto in passerella è un vero artista che passeggia indossando una giacca decostruita che non nasconde le fodere, ma le utilizza come ornamento. Di giorno, poi, porta il cappello di paglia. Tutta la maglieria alterna le micro fantasie dal sapore afro alla geometria delle righe, con un effetto che mixa vintage ed etnico. Gli intarsi di maglia si prestano ai capospalla, cotone e seta si animano con i colori e a volte con le stampe. Divertenti le suole delle scarpe che vanno dall’arancione più forte fino al grigio.

Trasgressivo si, ma non per sempre. Seppur fedele al dna rock della sua collezione, John Richmond ripensa lo stile. Le linee sono pulite, essenziali, il bianco è contrapposto al nero e alle stampe optical. Il nuovo punk trasgredisce affidando alla moda i suoi pensieri, che diventano protagonisti sulle T-shirt, come ”My life was saved by rock & roll”.

Da Umit Benan la donna ruba gli abiti dal guardaroba maschile. In un simpatico siparietto-sfilata ci sono 8 otto coppie sdraiate a letto: gli uomini si alzano, infilano pantaloni a vita alta, giacche doppiopetto, sahariane e via al lavoro. Nell’ultimo caso è lei che scappa con gli abiti dell’uomo. E alla fine di questa riuscitissima sfilata dal letto si alza in boxer lo stesso stilista. Non a caso la collezione si chiama ”I once loved a woman who loved menswear”.

Da Moschino, Rossella Jardini gioca con le pubblicità degli anni ’60 dall’aspetto pop su camicie, giacche, pantaloni, cappelli, T-shirt e richiama all’etichetta del comportamento del vestire con capi tagliati e cuciti come vuole la buona educazione della moda. Un modo di vestire assolutamente non usuale, ma neanche fuori dal mondo, se si considera che le camicie a righe pigiameria e tutti gli altri capi nei colori saturi dell’estate (giallo, rosso, verde) esprimono quelle tendenze di stagione che vogliono, per l’anno prossimo, un’estate vitaminica e positiva. Uomini che corrono veloci con ai piedi sneckers super colorate, con cappelli e papillon, cinture smoking e foulard, accessoriati di tutto punto per esprimere un atteggiamento “fresh and clean” che è un augurio per il futuro.





