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Published by Rotfuchs

Damiano
Marini

Written by Claudia Carta - 27 giu, 2012 - 0 Comments

Intervista al designer di scarpe romano Damiano Marini

Proprio perché le scarpe sono l’unico accessorio che piace molto sia alle donne che agli uomini, abbiamo deciso di intervistare un altro shoe designer, Damiano Marini (28 anni), e di entrare nella sua dimora per conoscere questo giovane talento, un artista originale, che in soli due anni è riuscito a farsi conoscere e a farsi amare dalle numerose shoes addicted in Italia e oltreoceano.

Gli studi settoriali ti hanno dato una grande opportunità e hai ottenuto da subito un buon risultato. E’ quello che ti aspettavi o avresti voluto di più?

Sono molto soddisfatto del lavoro svolto fino ad oggi. Non posso nascondere che vorrei sempre di più. Certamente il periodo non è dei migliori e quindi l’importante è fare i passi giusti”.

Quindi ammettiamo che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni contro le quali molti combattono, è andata bene.

La grave crisi di questi anni rende difficile l’ingresso nel mercato da parte di giovani brand, anche a causa dalle enormi barriere all’entrata create dai milionari investimenti pubblicitari da parte dei grandi marchi. E’ chiaro che un prodotto differente e riconoscibile come il mio ha più possibilità di emergere. Quindi credo che l’importante sia distinguersi, senza uscire dagli schemi… Le scarpe le hanno già inventate tempo fa, ora è solo il momento di personalizzarle e perfezionarle a modo proprio”.

Fotografia di Francesco Cerqua

Perché hai scelto di realizzare scarpe, che non siano solo scarpe, ma “abiti” per i piedi? Alcuni tuoi modelli sono valorizzati da frange e risvolti, simili esattamente a quelli di un capo d’abbigliamento.

E’ il mio concetto principale! Questo prende luce dal fatto che l’accessorio mai come oggi ha acquisito un importante spazio nell’abbigliamento femminile. L’utilizzo di ruches, voilant e plissé che richiamano le tecniche  della Couture sono più propriamente una scelta stilistica per creare volumi, effetti luce e virtuosismi della pelle, donando alla calzatura la giusta importanza nella mise di una donna”.

Che si tratti di un tuo ossessivo desiderio di realizzare vestiti?  

Per ora il mio unico interesse ed amore restano le scarpe.  Il futuro nessuno lo conosce, quindi mai dire mai. Certamente le scarpe rimarranno l’elemento chiave del mio Brand”.

Alcuni modelli hanno già quel segno che le contraddistingue e le fa riconoscere come tue. La scarpa Elisabeth, quella Punk, Dark, Pamela e Pierrot sono caratterizzate da una serie di volants, disposti in maniera disparata, ma simili e riconducibili ad un’unica fonte. La tua!

Le ruche in nappa sono uno dei concetti che contraddistinguono il mio stile. Non sono però utilizzati come accessori o ornamenti bensì come esplosioni della scarpa in sé, come un suo prolungamento che avvolge il piede, crea volumi e chiaro scuri dall’effetto marmoreo. La loro peculiarità si intravede nel carniccio scoperto. Infatti le ruche non sono doppiate. Diciamo una “licenza poetica”, che dona alle ruche leggerezza e morbidezza come fosse un tessuto, ma con la preziosità, il profumo e gli effetti luce propri della pelle”.

Veniamo a due pezzi dell’ultima collezione. Le Evolution Crystal Gold e le Evolution Dark. Per volere queste scarpe bisogna avere dei gusti stranamente sopraffini. Non sono scarpe per tutti, ma sappiamo che un pubblico, seppur ristretto, esiste. Si trova anche in Italia o solo all’estero?

Le Evolution nascono come scarpe immagine. Sono un’esasperazione di una mia creazione a cui sono molto affezionato: il tronchetto “Smoking”. Non sono state prodotte per il mercato italiano per scelte aziendali. La loro produzione è stata destinata al mercato statunitense in edizione limitata e prodotte principalmente per richieste di clienti esclusive o come prodotti da vetrina”.

Come mai hai deciso di creare qualcosa di così eccentrico?

Il motivo è semplice. Io sono un eccentrico! Il mio interesse è che le mie scarpe si vedano, non siano oggetti invisibili da abbinare ad un vestito. La donna che le indossa deve sapere che la guarderanno, la invidieranno o la criticheranno e per questo amerà le mie scarpe. Non sarà mai una delle tante. Talvolta non so se sono più eccentriche le mie calzature, le donne che le indossano, o io… Forse decisamente io!!!.

Certamente tutto ha un limite, ecco perché comunque le mie scarpe poggiano su strutture classiche. Con le Evolution ho voluto esagerare creando oltre che una tomaia dall’elevato design e dalla linea inusuale, anche una zeppa destrutturata alta 20cm  a rocchetto per esaltare il concetto di giacca e quindi di punto vita con uno spacco che riprende quello della giacca da uomo”.

Fotografia di Francesco Cerqua

E tutto questo piace più all’uomo o alla donna?

Piace più alle donne. Però devo dire che le mie scarpe in generale piacciono molto anche agli uomini. Molte volte capita che all’interno della mia boutique sono gli stessi uomini a convincere le mogli a provare le mie calzature e ad acquistarle. Fantastici!”.

Riesci sempre ad esprimere tutto te stesso quando realizzi un nuovo modello?

Non riesco mai ad esprimere tutto me stesso… Talvolta la mia matita si blocca o meglio si deve bloccare! Un designer oggi come oggi si scontra con il mercato, dove anche su concetti piuttosto inusuali ed eccentrici come il mio vi è sempre bisogno di equilibrio. Credo che un bravo designer sia colui che riesce a spingersi ai limiti della follia senza mai superarla”.

In Italia Natasha Stefanenko e Gioia Marzocchi hanno indossato le tue scarpe. Cosa hai provato quando le hai viste per la prima volta in tv?

Una sensazione molto piacevole. E’ una soddisfazione vedere le proprie creazioni indossate da donne belle ed eleganti come Natasha e Gioia”.

A chi vorresti vederle indossare?

Vorrei vederle ai piedi di Penelope Cruz. Credo che le saprebbe interpretare molto bene, senza scendere nel volgare, ma con eleganza e brio latino. E poi le vorrei vedere calzate da tutte le donne che abbiano voglia  di sorridere, di sentirsi vive,  che siano sicure della loro femminilità  e che si sentano speciali”.

Novità o curiosità da svelarci?

A Luglio sarò presente al Mercedes-Benz a Miami. Sto puntando molto negli Usa e per questo sempre a luglio aprirò  uno Showroom in Florida. Intanto sto lavorando alla Collezione PE 2013 e ci sarà una novità ma non posso svelarla”.

About Claudia Carta

Classe 1985, si occupa di scrittura fin da giovane età. Dopo la Laurea in Lingue e Culture Europee e Extraeuropee fonda How Cool Magazine! del quale è Editor in Chief.

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